Foto testata aquananda

Progetto aquananda

Riabilitazione in acqua del bambino cardiopatico

Premessa

Ci siamo sempre chiesti che cosa accadeva alla dimissione dall'ospedale dei nostri bambini operati. Come in famiglia veniva vissuta questa cosa e come questo evento traumatico cambiava le dinamiche relazionali all’interno della famiglia stessa. Ma soprattutto cosa noi potevamo fare per queste famiglie dopo averli accompagnati in questo percorso ospedaliero. Chiacchierando con le mamme, sempre più spesso la sensazione di solitudine che trasmettevano era così profonda, anche se ben nascosta nelle pieghe dell’anima, che non potevamo rimanere indifferenti. Dovevamo cercare una soluzione innovativa che fosse di aiuto ai bambini ma che costituisse nello stesso tempo un momento di aggregazione forte per la famiglia stessa e per le famiglie che in tempi diversi avevano affrontato un cammino di malattia e di guarigione più o meno impervio. Qualcosa di innovativo………l’acqua.! O meglio il Metodo AQUANANDA !
Ma voi direte che cosa vuol dire questa parola come è stata composta unendo un termine latino acqua con quello sanscrito Ananda che vuol dire gioia spirituale e beatitudine. L’occidente e l’oriente che si incontrano per fornirci una soluzione ottimale per i nostri bambini:
Acquananda gioia profonda attraverso la conoscenza e l’esperienza dell’acqua.
Nella nostra realtà abbiamo la fortuna di avere il Dott. Boris Ginzburg, fondatore del metodo, che con esperienza trentennale ha dimostrato la validità del suo metodo. Persona molto dolce dall’animo gentile che ha la capacità di entrare in sintonia con i bambini con una facilità disarmante. Abbiamo assistito a molti dei suoi corsi ma la cosa che ci ha toccato di più è come questi piccoli si lasciano guidare in questa esperienza acquatica da uno sconosciuto. Questo aspetto ci ha fatto pensare che questi nostri bimbi tanto tartassati da noi personale paramedico si meritavano una esperienza così per farci perdonare il male a loro involontariamente causato.

Materiali e metodi

Sono stati individuati due gruppi di piccoli pazienti già sottoposti a correzioni cardiochirurgiche ed in buono compenso emodinamico. Le cardiopatie congenite di questi gruppi non sono omogenee ma comprendono sia cardiopatie semplici come dotti di botallo , div , dia , ma anche cardiopatie complesse come ventricoli unici, o atresia della polmonare , o trasposizione dei grossi vasi , ecc con vissuti ospedalieri più o meno accidentati. Durante le sedute, per non traumatizzare i bambini sono stati presi dei parametri vitali a cui loro sono abbastanza abituati: la pressione arteriosa, la saturazione, la frequenza cardiaca e la frequenza respiratoria, all’inizio e alla fine della lezione. E’ stato consegnato alla famiglia un piccolo questionario con domande semplici sulla vita quotidiana, e un diario che potevano compilare a loro piacimento su riflessioni o cambiamenti osservati durante tutto il periodo della frequentazione della piscina.

Risultati

Durante tutto il primo ciclo non si sono notati cambiamenti significativi dei parametri presi in considerazione:pressione arteriosa, saturazione, frequenza respiratoria e frequenza cardiaca, rimanendo stabili, ciò evidenzia che il lavoro svolto dai bimbi in piscina non alterava in maniera peggiorativa i dati raccolti. altresì non si sono evidenziati sintomi di dispnea all’uscita dalla piscina ne erano irritabili, ma invece molto rilassati e sorridenti. Dal punto di vista motorio si sono rilevati miglioramenti dell’equilibrio, della postura eretta ,della deambulazione in quanto questi bambini a causa della lunga ospedalizzazione presentavano ritardi nello sviluppo psicomotorio. I vari nuclei familiari si sono amalgamanti bene con il passare delle lezioni tanto da formare un gruppo molto unito e chiassoso. Abbiamo dimostrato che questi bambini possono fare attività in acqua molto serenamente nonostante le loro gravi cardiopatie utilizzando il metodo Aquananda . Sotto l’aspetto psicologico le famiglie, con lo stesso percorso ospedaliero, hanno potuto confrontarsi condividendo gioie e dolori colmando la sensazione forte della solitudine.

Conclusioni

Data la forte ospedalizzazione, il ritardo motorio, psicologico e di tolleranza all’esercizio fisico, utilizzare il metodo Aquananda dimostra che questi bambini possono sostenere attività fisica in acqua senza avere alterazioni peggiorative dei parametri vitali. Ha altresì portato un miglioramento notevole nella sfera motoria, neuropsicologica, per quanto riguarda i bambini ma anche portato un miglioramento delle dinamiche dell’intero dei nucleo familiare stessi.

In collaborazione con:

Pubblica Assistenza Croce Bianca Massa
Fondazione Toscana Gabriele Monasterio
Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus
Fondazione CNR/Regione Toscana
G. Monasterio Ospedale pediatrico Apuano
Associazione Aquananda

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